Vita di Santa Paola Romana


spaola_quad1Paola, matrona romana, nacque nel 347, discendente da antiche e nobili famiglie romane. A 15 anni sposò Tassozio, discendente dal mitico Iulo, che, benché pagano, era tollerante verso i cristiani. Paola possedeva immense ricchezze e viveva nello splendido livello di opulenza dell'aristocrazia romana pur non essendo orgogliosa ma avendo una bontà d'animo che le attirava affetto e rispetto. Fu attratta dall'ideale ascetico di altre matrone che, sull'Aventino, si ritrovavano nella casa di Marcella per ascoltare la Parola di Dio. Nel 379 morì il marito e Paola decise di cambiare vita: con la figlia Eustochio fu accolta nel cenacolo di Marcella dove si elevò nella scienza delle cose divine fino a trasformare la sua casa in un monastero domestico. Quando giunsero a Roma per il sinodo romano del 382 san Girolamo, Paolino vescovo d’Antiochia ed Epifano vescovo di Costanza, Paola fu onorata di ospitare nella sua casa quest'ultimo per poter conoscere meglio il monachesimo in Egitto.Dopo la partenza dei due vescovi, Girolamo restò a Roma come segretario di papa Damaso e guidò il cenacolo di Marcella indirizzando le matrone nelle vie dell'ascesi e della mistica. Alla morte del papa san Girolamo fu costretto ad abbandonare Roma e Paola ed Eustochio decisero di partire anche esse per l'Oriente insieme con altre donne. Visitarono la Palestina biblica in lungo e in largo finché posero a Betlemme la loro stabile dimora. Qui Paola avrebbe costruito due monasteri ed un ospizio per i pellegrini dedicandosi alla preghiera liturgica, allo studio della Parola di Dio, all'apprendimento del Salterio e di passi biblici. La vita era frugale e Paola era la prima a dare il buon esempio e a praticare la virtù: con Eustochio era sollecita nella preghiera e nei servizi più umili. Non mancarono le prove come la morte dei figli a Roma e la calata degli Unni che costrinse le monache a trasferirsi a Giaffa per poi ritornare a Betlemme. Nelle polemiche di san Girolamo Paola interveniva suggerendo la moderazione e la concordia. Essa stessa curò con attenzione l'amore alla Divina Parola con cui nutrì il suo spirito e se ne servì come guida. Sostenne i lavori biblici di Girolamo, le sue versioni e i suoi commenti. Morì nel 406 e ai suoi funerali intervennero tutti i vescovi della Palestina e moltissimi monaci e monache nonché gli indigenti che aveva curato. E' sepolta a Betlemme nella grotta di san Girolamo adiacente alla grotta della Natività.



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